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Un libro: “Elogio della follia” di Erasmo da Rotterdam (a cura di Rosa Brozzi)
“Poiché l’uomo è fatto per accudire agli affari, era giusto che gli fosse concessa una porzioncina più grande d’intelletto...Io consigliai che desse all’uomo per compagna la donna. Certo, la donna è animale stolto e buono a nulla però, convivendo con l’uomo, con la sua piacevolezza e soavità potrà mitigarne e raddolcirne la tetraggine propria della sua indole...Quale altro desiderio hanno le donne in questa vita all’infuori di quello di piacere agli uomini?...Potreste pensare che le donne piacciano agli uomini per qualche ragione se non per la Follia? Ditemi allora se vi è cosa alcuna che un uomo non sia pronto a concedere ad una donna. E per quale stimolo se non per quello della concupiscenza? Questo vi prova che le donne piacciono soltanto per la loro follia.”
Perché leggerlo? Rispolverare un classico non risulterà tanto moderno come in questo caso.
Erasmo da Rotterdam nasce nel 1466 a Rotterdam e si impone come uno dei più grandi spiriti europei e uno dei massimi protagonisti di quel periodo storico che abbraccia Umanesimo e Riforma Luterana. L’Elogio della Follia rappresenta la sua opera più accessibile e famosa, frutto quasi occasionale di una genialità creativa straordinaria ove vengono posti in discussione, e giudicati con le sottili armi dell’ironia e della satira, tutto un mondo e un sistema di vita. La Follia era, allora come oggi, la dominatrice quasi incontrastata del consorzio civile, delle sue leggi e dei suoi costumi. Questa Follia abbracciava umili e potenti, laici ed ecclesiastici, ignoranti e sapienti e provocava quelle aberrazioni di cui scontiamo le conseguenze o che ci accingiamo a riprodurre.
Un libro: “Accabadora” di Michela Murgia
A Soreni, un piccolo paese della Sardegna, tzia Bonaria Urrai è conosciuta come l’ “accabadora”, cioè “colei che finisce”. Tutti sanno del suo modo di “confortare gli animi”. Tutti, tranne una persona: Maria, quella “filla e anima” che la donna aveva portato a vivere con sé quando ancora era piccola. Agli occhi della comunità il suo non è il gesto di un'assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. E Maria? Come farà ad accettare la scoperta che tzia Bonaria non è una semplice sarta?
Michela Murgia è nata in Sardegna 37 anni fa. Nel 2006 ha pubblicato “Il Mondo deve sapere”, il diario tragicomico di un mese di lavoro alla Kirby. L’anno successivo ha collaborato alla stesura del soggetto e della sceneggiatura cinematografica del film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti” , ispirato al libro. “Accabadora” ha vinto il Premio Dessì 2009 per la narrativa italiana.
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L’Acino che vola… d’estate!
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